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Nabeul
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mweaNabeul (mweqin arabo نابل‎mweg?, , /nɛːbɪl/) è una città costiera dell'omonima mwfqmunicipalità della Tunisia nord-orientale ed è mwfgcapoluogo del mwfwgovernatorato omonimo. Si trova nei pressi della mwgapenisola di mwgqCapo Bon.

Città dinamica ed in continua espansione, è dotata dei più disparati servizi, sede di complessi alberghieri di fama internazionale, bar, caffè e spiagge che contribuiscono a renderla una meta turistica molto appetibile assieme alla confinante mwgwHammamet.

Contents

Storia

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Etimologia

L'etimologia del nome «Nabeul» deriva dal termine greco mwhwNeapolis (mwiaΝεάπολις) che significa «città nuova», mentre la sua radice fa riferimento all'arrivo di nuovi coloni, dunque ad una mwiqepoikia. In realtà fu un vero e proprio tratto distintivo dell'epoca greca. La città assorbiva nuove componenti e ogni volta rinasceva come Neapolis, la "Città Nuova" appunto: dopo la sua rifondazione. La città in mwigitaliano è anche nota come Napoli.

Storia

Da Neapolis ai Normanni

La città ha origini molto antiche; nella zona sud della città si trovano infatti le rovine dell'antica città di Neapolis, fondata circa 2.400 anni fa, della quale fa riferimento anche lo storico mwjgTucidide nei propri scritti, con riferimento ad alcuni episodi della mwjwguerra del Peloponneso del mwka413 a.C.

Tale città passò poi sotto il dominio mwkgcartaginese prima e, a partire dal mwkw148 a.C., mwlaromano, conquistata dal generale mwlqLucio Calpurnio Pisone Cesonino.

Nel corso della dominazione romana il centro passò in secondo piano, finendo, dopo il mwlw476, prima sotto il dominio mwmavandalo e poi sotto quello dei mwmqbizantini, che la distrussero con il sopraggiungere degli arabi.

L'esercito musulmano, comandato da Abu al-Mouhajer, arrivò dalla mwnapenisola arabica alla conquista del mwnqCapo Bon nel mwng674. Gli arabi nel corso della loro dominazione eressero lo Ksar di Nabeul nel mwnwIX secolo. Durante l'inizio del mwoaXII secolo la zona fu soggetta all'aggressione da parte dei mwoqNormanni, e nel mwog1148 mwowRuggero II di Sicilia occupò la città dopo aver conquistato la postazione militare di Hammamet.

Dal XVIII secolo all'indipendenza della Tunisia

Nei secoli successivi la città seguì le vicende della regione fino ad assumere la struttura definitiva a partire dal mwpgXVIII secolo.

Nel mwqa1881, con il mwqqtrattato del Bardo, entrò a far parte, come tutta la Tunisia, del mwqgprotettorato francese e divenne capoluogo dell'omonima regione, salvo poi fondersi, nel mwqw1885 con la regione di Grombalia, ove fu trasferito il nuovo capoluogo. Durante questo periodo il centro si sviluppa ulteriormente, anche grazie alla sempre maggior considerazione come meta di turismo da parte dei residenti europei: in questo periodo infatti si sviluppa la mwrqrete stradale, quella mwrgrete ferroviaria, i servizi di mwrwilluminazione e di mwsaacqua corrente nonché il sistema fognario.

Lo sviluppo continuò inesorabilmente sino all'indipendenza della Tunisia nel mwsw1956 ed anche successivamente, grazie al sempre maggiore ruolo del turismo internazionale.

Economia

L'economia della regione ruota principalmente intorno al mwtgturismo, con la stragrande maggioranza degli alberghi della città situata sul lungomare.

Importante attrazione della città è il sito romano di Neapolis, che si trova a due chilometri dal centro, e l'annesso mwuamuseo archeologico, che offre collezioni di oggetti in mwuqceramica e mwugstatue di origine punica risalenti al mwuwVII secolo a.C., oltre ad un'importante collezione di mwvamosaici romani proveniente dai siti della regione di Cap Bon.

Il mercato settimanale al venerdì mattina attrae molti turisti e residenti di tutto il Cap Bon.

Nabeul è anche nota per il suo mwvwartigianato e per la sua produzione agricola: mwwaulivi, mwwqarance ed, in particolare, mwwgpeperoncini, utilizzati, tramite il processo di mwwwessiccatura, per la produzione del mwxaharissa. Alla produzione artigianale nelle locali officine, la cui professione è tramandata di padre in figlio, si è aggiunta quella industriale, rivolta principalmente al mercato estero, che ha contribuito alla creazione di un'importantissima zona industriale. Nabeul è conosciuta in Tunisia e all'estero per l'estrema qualità nella produzione e lavorazione della mwxqceramica, in particolare per i suoi piatti dipinti e la terracotta.

Rilevante anche la produzione tessile, di tappeti, dolci tipici e distillati (acqua di rose, mwxwacqua di fiori d'arancio, distillato di menta). L'economia è molto fiorente, facendo di Nabeul uno dei centri più vivaci del Cap Bon e del mwyaSahel in generale. La città infatti, di 60.000 abitanti circa, sviluppa la sua fortuna sull'agricoltura (ulivi e, in particolare arance), la pesca, l'industria (mattoni, bitume e soprattutto ceramiche, apprezzate in tutto il mondo) e turismo che stanno rendendo Nabeul, capoluogo del governatorato, una continuazione naturale di Hammamet, grazie al mare cristallino poco toccato dalle imbarcazioni, data la relativa distanza dai porti più vicini di Beni Khair e Hammamet.

Nabeul, città dotata dei più disparati servizi che la rendono una città in costante evoluzione, è infatti dotata di complessi alberghieri di fama internazionale, oltre che di apart hotel gestiti da operatori locali, i quali hanno iniziato ad accogliere negli ultimi anni anche i turisti europei che prediligono l'accompagnamento verso i luoghi più suggestivi e poco conosciuti della Tunisia.

Amministrazione

Gemellaggi

Agrigento, dal 2011

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nabeul
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Nabeul

Collegamenti esterni

• citerefsapere-itNabeul (città), su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Nabeul, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.